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Serge Latouche (Vannes, 12 gennaio 1940) è un economista e filosofo francese. È uno degli animatori de La Revue du MAUSS, presidente dell'associazione «La ligne d'horizon», è professore emerito di Scienze economiche all'Università di Parigi XI e all' Institut d'études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi. [fonte Wikipedia]
Serge Latouche è paladino della scuola economica che sostiene il concetto di decrescita, si oppone, inoltre, alla globalizzazione soprattutto quando questa è pilotata dalle multinazionali.
L'esposizione più sistematica delle sue idee, che si sono articolate e strutturate nel corso di una trentennale carriera di ricercatore e docente, la si trova nel libro L'invention de l'économie del 2005 e pubblicato in Italia nel 2010 [vedi].
Nella prefazione S.Latouche scrive:
L'argomento va affrontato sotto tre angolature interdipendenti e complementari: 1) l'invenzione teorica dell'economia, 2) l'invenzione storica e 3) l'invenzione semantica.
Il primo asse, l'invenzione teorica, deve muovere dai problemi posti dalla definizione dell'economia come pratica e come scienza e interrogarsi sui presupposti di questa duplice vocazione: come, in quali circostnze e in quali condizioni può esistere nella realtà sociale un oggetto come l'economia? Come, in quali circostnze e in quali condizioni può esistere tra le scienze sociali una scienza economica? La conclusione di questa prima indagine è che l'automatizzazione dell'oggetto, condizione della specificità del sapere, è legata a determinate circostanze storiche e a un insieme di rappresentazioni.
Il secondo asse, l'invenzione storica, tenta di individuare le tappe della definizione degli elementi teorici e pratici che strutturano quelle rappresentazioni. Come si formano, nelle sensibilità, i miti e le giustificazioni teoriche e pratiche relative al lavoro, alla produzione, al consumo, al risparmio, alla moneta e a tutte le istituzioni e attività economiche?
Il terzo asse, l'invenzione semantica, deve studiare quelle stesse rappresentazioni e cercare di dimostrare che l'economia è ampiamente costruita nella sfera delle rappresentazioni. In sostanza, che costituisce un sistema o un insieme autoreferenziale, senza una effettiva apertura alla "realtà esterna". Questa invenzione semantica costituisce la condizione essenziale dell'intero processo, e ne è dunque la pietra angolare. (pagg.XVI-XVII)
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